Giovedì 5 novembre | Castello Aragonese | Ore 18:00
Compagnia Divisoperzero
di e con Francesco Picciotti
produzione Divisoperzero / Dracma Teatro
fotografie di Elena Consoli
Teatro di marionette e oggetti.
Per famiglie e bambini dai 4 anni.
Ingresso € 10:00
C’è stato un tempo in cui gli uomini guardavano con attenzione alla natura ma non riuscivano proprio a capirla. Oggi la scienza ci aiuta a comprendere quasi tutto quello che riguarda gli alberi, le montagne, il sole, le nuvole, i fulmini, ma tanto tempo fa gli uomini, per spiegarsi tutto questo, usavano le favole e i miti. E così il sole era trasportato su un carro dorato guidato da Apollo e i fulmini erano lanciati dal dio Giove in persona. Questi miti, spiegazioni scientificamente inesatte, racchiudono in sé uno sguardo speciale su quello che ci circonda. Raccontare quelle storie significa rinnovare quello sguardo.
Un uomo racconta allora una storia antica, usando pochi elementi naturali: rami, foglie, fiori, pietre e ferro. Sono materiali semplici, che nelle sue mani diventano di volta in volta personaggi, luoghi e paesaggi. I rami, le foglie e i fiori appartengono al mondo di sopra, quello della terra e della vita, mentre la pietra e il ferro appartengono al mondo di sotto, quello oscuro e misterioso degli inferi.
E così riviviamo la storia di Proserpina, la bellissima fanciulla rapita da Plutone e portata nel regno dei morti. Per sei mesi Proserpina rimane negli inferi e sulla terra arriva l’inverno. Per gli altri sei mesi torna da sua madre Cerere e la terra, per la gioia del suo ritorno, si riempie di fiori e di vita.
Un mito che parla del continuo rinnovarsi della natura e di come ad ogni morte segue una rinascita, ad ogni fine un nuovo inizio. Una delle più antiche storie d’amore di cui si abbia notizia, quella tra il dio delle profondità e la giovane figlia della terra.
Un racconto che diventa un piccolo rito collettivo, da vivere insieme, adulti e bambini, attraverso una storia antica e pochi elementi della natura.
