Re Pepe

Venerdì 19 dicembre | Auditorium De Gasperi Via Reggio Campi II Tronco, 164
ore 17:00
ingresso libero

Compagnia SpazioTeatro
RE PEPE
dalla raccolta di fiabe di Letterio Di Francia
adattamento e interpretazione di Anna Calarco
collaborazione artistica di Renata Falcone e Gaetano Tramontana
costumi di Virginia Melis
luci: Valentina Albanese
segreteria: Mariacaterina Gattuso

Prima nazionale
Spettacolo realizzato con il contributo
della Città Metropolitana di Reggio Calabria

 

Una fiaba popolare calabrese a cui SpazioTeatro torna con una nuova produzione.
Una Reginotta, figlia di Re, che rifiuta tutti i pretendenti e decide di impastarsi un marito di zucchero e farina.
Un bosco, come sempre un cammino di crescita.
Degli Eremiti, una Draga (un po’ strega, un po’ maga) e degli insoliti aiutanti rendono questa “nostra” fiaba degna di essere raccontata e esplorata ancora e ancora.
 
Una figlia di Re, giunta l’ora di maritarsi, s’impasta da sola un marito con acqua, zucchero e farina, passa sei mesi a setacciarlo, sei mesi a impastarlo, sei mesi a ripetergli sempre la stessa canzone aspettando che cominci a parlare; e lui “nasce” e parla, ma quando tutto sembra mettersi al meglio, lui scompare misteriosamente.
La giovane, nel momento più bello della sua vita, deve mettere tutto in discussione, lasciare la casa paterna, affrontare un bosco (reale e simbolico) e una profonda metamorfosi per ritrovare il giusto passo del suo personale cammino. La partenza, un lungo cammino: un avvio condiviso tra decine di fiabe in tutto il mondo e dal quale si diramano molteplici spunti e suggestioni, come sempre accade nel caso della fiaba popolare. Su alcuni di questi abbiamo dirottato la nostra attenzione in maniera particolare, altri permangono in quell’alone magico che costantemente circonda una fiaba e dal quale ognuno può pescare ciò che gli serve di più nel particolare momento che sta vivendo. La trasformazione, come quella della farina che diventa pane, è il tema centrale da cui si intende partire. Lungo tutta la raccolta di Di Francia il cibo è una metafora che permane in maniera potente. Per questo, dopo vari percorsi, siamo giunti alla chiave di lettura che ci sembra la più naturale ed efficace, almeno nelle intenzioni, per il sapore che vogliamo dare alla storia: nella metafora dell’impasto del pane abbiamo trovato una simbologia che potesse rendere il percorso della protagonista, capace di crearsi, letteralmente modellarsi con le proprie mani un destino diverso da quello prospettato del padre.